Quando si parla della famiglia Hadid, l’attenzione finisce quasi sempre su Gigi e Bella. Alana Hadid, però, ha costruito un percorso autonomo nella moda come stylist, personal shopper, designer e, più tardi, modella: una storia interessante soprattutto perché dimostra che il successo non deve necessariamente arrivare presto né seguire una sola strada.
Il profilo di Alana Hadid in pochi punti
- Sorella maggiore di Gigi e Bella Hadid da parte di padre.
- Ha lavorato a lungo come stylist e personal shopper a Los Angeles.
- Ha collaborato a una capsule collection con Lou & Grey.
- Nel 2017 ha partecipato al progetto Hadid Eyewear con il padre Mohamed e la sorella Marielle.
- Nel 2023 ha aperto la sfilata di Saks Potts alla Copenhagen Fashion Week, a 40 anni.

Chi è Alana Hadid e qual è il suo posto nella famiglia
Alana è la figlia di Mohamed Hadid e Mary Butler, nata dal primo matrimonio dell’imprenditore. È la sorella maggiore paterna di Gigi e Bella Hadid e fa parte di una famiglia allargata che comprende anche Marielle e Anwar, oltre alla più giovane Aydan Nix, conosciuta pubblicamente negli ultimi anni.
La parentela con due top model internazionali ha inevitabilmente attirato l’interesse dei media, ma ridurre il suo profilo a quello di “sorella di” sarebbe impreciso. La sua esperienza si è sviluppata soprattutto dietro le quinte, dove ha lavorato sulla costruzione di look, sull’acquisto dei capi e sull’identità visiva dei clienti.
È proprio questa differenza di percorso a renderla interessante. Gigi e Bella hanno raggiunto una fama globale attraverso passerelle e campagne pubblicitarie, mentre Alana ha costruito una reputazione più discreta nel mondo dello styling e dell’imprenditoria creativa.
La carriera nella moda prima del debutto in passerella
Prima di sfilare, Alana era conosciuta come stylist e personal shopper con base a Los Angeles. Il lavoro consiste nel selezionare abiti e accessori, creare combinazioni coerenti con la personalità del cliente e trasformare le tendenze in outfit realmente indossabili.
Nel suo caso, questa attività si è riflessa anche nel modo di vestirsi. Il suo guardaroba combina denim, capi oversize, accessori rétro e dettagli streetwear, con un approccio meno costruito rispetto a quello tipico delle immagini da red carpet. A mio avviso, è questa naturalezza il tratto più riconoscibile del suo stile.
La capsule collection con Lou & Grey
Nel 2015 ha collaborato con il marchio Lou & Grey a una capsule collection ispirata ai suoi elementi preferiti. Il progetto comprendeva accessori come bandane e clutch, oltre a una felpa legata al soprannome “Lanzybear”.
Non si trattava soltanto di merchandising legato al cognome Hadid. La collezione mostrava il passaggio da consulente di stile a figura capace di tradurre il proprio gusto in prodotti concreti, un’evoluzione comune nel fashion system contemporaneo.
Hadid Eyewear e il design degli accessori
Nel 2017 Alana ha partecipato al lancio di Hadid Eyewear insieme al padre Mohamed e alla sorella Marielle. Gli occhiali erano un’estensione naturale del suo interesse per gli accessori, capaci di cambiare rapidamente la percezione di un look senza richiedere un intero guardaroba nuovo.
Questo dettaglio aiuta a capire la direzione del suo lavoro. Più che inseguire il total look perfetto, Alana sembra concentrarsi su un elemento distintivo, come una montatura importante, una borsa particolare o una proporzione insolita tra capi aderenti e volumi ampi.
Il debutto da modella a Copenhagen
Il momento che ha riportato Alana sotto i riflettori è arrivato nell’agosto 2023, quando ha aperto la sfilata primavera-estate 2024 di Saks Potts durante la Copenhagen Fashion Week. Aveva 40 anni, un’età considerata insolita per un debutto in passerella nel circuito tradizionale.
Vogue Italia ha descritto l’evento come il suo esordio ufficiale da modella. La notizia ha colpito perché rompe uno dei luoghi comuni più persistenti della moda, quello secondo cui la passerella appartenga quasi esclusivamente a volti molto giovani.
Il debutto, però, non va interpretato come una trasformazione improvvisa. Alana conosceva già il linguaggio della moda, le esigenze dei fitting e il lavoro necessario per costruire un’immagine. La passerella ha semplicemente portato in primo piano una competenza che fino a quel momento era rimasta soprattutto dietro le quinte.
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Perché l’età ha fatto la differenza
La sua presenza ha aggiunto alla sfilata un’immagine più adulta e credibile, senza rinunciare all’energia del brand danese. Il punto non è dimostrare che ogni persona possa diventare modella a qualsiasi età, ma ricordare che il valore professionale non coincide con l’età anagrafica.
Per chi osserva la moda con interesse, il messaggio è concreto. La fotogenia aiuta, ma contano anche postura, sicurezza, consapevolezza del corpo e capacità di interpretare un abito. In questo senso, l’esperienza accumulata da Alana è diventata parte della sua presenza scenica.
Il rapporto con Gigi e Bella senza vivere nella loro ombra
Il confronto con Gigi e Bella è inevitabile, ma non è particolarmente utile. Le tre sorelle hanno età, esperienze e posizionamenti diversi: le più giovani sono associate soprattutto al modeling internazionale, mentre Alana è legata a styling, consulenza, design e moda personale.
Chiamarla semplicemente “la sorella di Gigi e Bella” semplifica una storia professionale più lunga. È corretto ricordare il legame familiare, ma bisogna distinguere notorietà ereditata e competenze costruite nel tempo.
La famiglia ha certamente aumentato la sua visibilità, soprattutto quando è comparsa in eventi o articoli dedicati al clan Hadid. Tuttavia, una collaborazione commerciale o una sfilata richiedono comunque un’identità riconoscibile, e il suo stile personale è abbastanza definito da non confondersi con quello delle sorelle.
Cosa insegna il suo stile a chi ama la moda
Alana è una buona fonte d’ispirazione per chi preferisce vestirsi in modo personale senza inseguire ogni microtendenza. Il suo approccio parte spesso da una base semplice e aggiunge un accento preciso, invece di accumulare elementi vistosi nello stesso outfit.
- Partire dalle proporzioni. Un jeans ampio funziona meglio con un top più asciutto o con una giacca corta.
- Usare gli accessori con intenzione. Occhiali, borsa o cintura possono diventare il punto focale dell’immagine.
- Mescolare nuovo e vintage. Un capo contemporaneo acquista carattere se abbinato a una texture o a una forma rétro.
- Lasciare spazio alla comodità. Un look riuscito deve funzionare anche fuori dalla fotografia.
Il rischio, quando si copia lo stile di una celebrità, è replicare i singoli capi senza considerare la propria fisicità. Io partirei invece da una domanda semplice: quale elemento di quell’immagine mi rappresenta davvero? Può essere una montatura geometrica, il denim rilassato o una palette neutra, non necessariamente l’intero outfit.
Anche l’armocromia può aiutare, ma non va trasformata in una regola rigida. Se una tonalità accesa vicino al viso non valorizza l’incarnato, si può spostarla su una borsa o su una scarpa e mantenere l’effetto senza rinunciare al colore.
La lezione più interessante del percorso di Alana Hadid
La storia di Alana mostra che una carriera nella moda può evolvere in più fasi. Si può iniziare dallo styling, passare alla progettazione di accessori e arrivare alla passerella anche in un momento della vita in cui il settore tende a proporre modelli molto più giovani.
Il suo profilo è quindi interessante non soltanto per il legame con la famiglia Hadid, ma per il modo in cui un’esperienza consolidata può diventare visibile al momento giusto. La parte più convincente del suo percorso, per me, è proprio questa: la moda non è solo apparire, ma sviluppare uno sguardo personale e saperlo trasformare in lavoro.